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Storia

Associazione amici parco nord

Quando si osava pensare in grande, nasceva l’idea del Parco Nord.

Alla fine degli anni Sessanta i palpiti di un’epopea votata al cambiamento danno forza vitale a un’idea genialmente partorita dal PIM (Piano Intercomunale Milanese): trasformare una periferia dismessa a nord di Milano, retrobottega incolto della città, in oasi di verde. Un progetto ambizioso e appassionato che conquista subito la coscienza dei cittadini, desiderosi di restituire una dimensione umana a un’area geografica minacciata dal degrado e dall’urbanizzazione, sfondo ideale per il regista Michelangelo Antonioni che nel film “La Notte” sceglie proprio quest’area per rappresentare l’alienazione e l’incomunicabilità umana.
Ma nella mente di migliaia di persone c’è ben altro: un polmone verde, uno spazio ospitale, un’esaltazione della natura, della contemplazione, dell’aggregazione sociale; un controcanto rispetto all’anonimo dilagare delle periferie nella città frenetica che ruba all’uomo il tempo e il respiro.  Così, attraverso una contaminante passione, il grande sogno del Parco Nord si fa strada, diventando nel cuore di tutti “il parco voluto dai cittadini”. E quando un desiderio è così imponente, tutto cospira affinché esso si realizzi.

Da periferia degradata a oasi di verde: il sogno diventa realtà.

Negli anni successivi il parco vive una lunga fase carsica in cui esiste solo l’imperativo categorico della sua realizzazione. Le amministrazioni comunali e regionali non vedono sopirsi il sentimento che scalda il fuoco dell’ottimismo, dell’incoraggiamento e della consapevolezza che si possa lavorare alla costruzione di un patrimonio d’inestimabile valore. E il cammino ha inizio: un percorso lungo e difficile, condotto con determinazione da amministratori come Roberto Confalonieri, primo presidente dell’Ente Parco, da Flavio Dolcetti, vicepresidente e sindaco di Bresso, da Libero Biagi, vicesindaco di Sesto San Giovanni, da tutti i membri del Consorzio Parco Nord costituito nel 1973, alla guida di Ercole Ferrario, che unisce i sei comuni che circondano l’area, e infine dalla Regione Lombardia che nel 1975 riconosce il Parco Nord come Parco Regionale.
I problemi da risolvere sono tanti e la realtà pone inquietanti conflitti: dove trovare le risorse? E come pensare di sottrarre lo spazio dell’aeroporto che occupa una vasta parte del territorio? Gli ostacoli sembrano invalicabili, ma non per chi ha la meravigliosa capacità di continuare a crederci. La svolta giunge dall’intervento illuminante dell’architetto Francesco Borella, capace di guardare al progetto da un nuovo punto di vista con la consapevolezza che un parco territoriale di grandi dimensioni può essere solo un’opera corale di molte persone che nell’arco dei decenni saranno chiamate a portare il loro contributo.  Il primo importante passo è l’acquisizione dell’area della Breda, cui seguono le opere di pianificazione e di rimboschimento.  Nel 1983 lo spuntare delle prime pianticelle restituisce ì ai cittadini tutta la gratificazione di cui sono meritevoli. Oggi il Parco Nord con i suoi 640 ettari di prati, zone boschive, piste ciclabili, corsi d’acqua, passerelle, radure, orti e filari, aree attrezzate, è uno dei parchi metropolitani più grandi d’Europa.
Un parco che vive tutto l’anno e cresce con i cittadini.

Noi, gli Amici del Parco Nord.

Gli amici si riconoscono nel momento del bisogno, e il Parco Nord in quegli anni Novanta ha bisogno di crescere e di essere tutelato da ogni possibile minaccia. Gli Amici dunque arrivano, alla guida di Enzo Fragrassi, e hanno il volto di tante persone motivate e instancabili, come quello dell’indimenticabile Pina Re, che in una vita spesa al servizio di nobili cause, ha ancora l’energia di gettarsi in questa impresa con intatto fervore. E’ così che nel 1991 si costituisce l’Associazione Amici Parco Nord con l’intento di proteggere il parco da ogni possibile minaccia. Per questo si sceglie come simbolo l’immagine di una formica rufa, una specie protetta dalla Regione Lombardia in virtù della sua efficacia nel preservare i boschi dagli attacchi d’insetti dannosi. Inoltre, nella comunità delle formiche, si trovano solidarietà, impegno collettivo, creatività: gli aspetti su cui l’Associazione si fonde. La voce degli Amici si diffonde attraverso le feste organizzate dentro e fuori dal parco, i convegni, le visite guidate e tanti eventi cui i cittadini partecipano con crescente entusiasmo. La sede è in Viale Giovanni Suzzani 273, dove ancora oggi si trova, mentre alla Cascina appena ristrutturata al centro del parco, intitolata a Ercole Ferrario, si sposta la sede dell’Ente Parco, centro logistico e organizzativo dell’area.
La neonata Associazione Amici Parco Nord istituisce il giornale “Informica” che esce periodicamente dalle macchine da stampa per tenere i cittadini in contatto con il grande progetto verde e coinvolgerli in ogni sua evoluzione. Il giornale è distribuito dai volontari in ogni occasione d’incontro, mentre l’associazione si popola di nuove voci, di rinnovata energia, di sensibilità diverse. Nel 1994 la presidenza passa ad Arturo Calaminici che ha vissuto una cittadinanza attiva tra il Comune di Bresso e l’Ente Parco, che ha visto nascere il Parco Nord nella sua stessa mente, che l’ha curato fin dalla fase di gestazione come un embrione da proteggere con tutte le forze, spirituali e materiali, perché crescesse e si aprisse alfine a tutti i cittadini con l’imponenza di uno straordinario miracolo compiuto e irreversibile. E dunque si continua a lavorare a ritmi incredibili, ci si riunisce due volte la settimana, si vive la vita stessa del parco, condividendone gioie e timori. Si presentano nuove proposte, si sperimentano idee nascenti, si organizzano eventi, ci si ribella a ogni potenziale nemico, si raccolgono firme per sostenere calde lotte. I momenti di bisogno del parco si fanno incalzanti, le necessità di difenderlo crescono con le infinite battaglie che vedono gli Amici in prima linea. Ne raccontiamo alcune.

Un addio senza rimpianti: l’ultimo decollo degli elicotteri militari.

Una delle prime battaglie è militare. Gli Amici scendono in trincea a fianco delle realtà territoriali coinvolte per difendere i cittadini che sopportano da anni il frastuono di velivoli militari sopra i tetti delle loro case, che temono i pericoli di incidenti, purtroppo puntualmente avvenuti con esiti tragici. Si tratta dell’aeroporto che fa da base al trentesimo corpo d’armata: sarà davvero necessario restare lì, incuranti dell’urbanizzazione circostante?  I militari stessi ne dubitano e la lotta diventa corale, forte e decisa. Gli Amici caldeggiano il trasferimento delle strutture aeroportuali in una zona diversa, meno ingombrante per il parco e per le città limitrofe. Dopo lunghe battaglie, la conclusione arriva: uomini e mezzi spostano la loro base a Rimini, liberando – oltre che i cittadini - una vasta area di terra e una vasta area di cielo sovrastante.

C’è posto per te: la lotta per spostare l’Eliporto.

Niguarda chiama e il parco risponde: il servizio elicotteristico del 118 ha bisogno di ospitalità nel parco, a ridosso delle case, ma solo per poco, qualche mese, assicurano gli operatori. E’ il 2006 quando gli elicotteri cominciano a volteggiare a pochi metri dalla fila di palazzoni di Bresso.
I mesi passano, ma anche gli anni, e la situazione diventa insostenibile. L’Associazione si affianca al Comune di Bresso per velocizzare i tempi conducendo una battaglia intensa per lo spostamento degli elicotteri in un’altra area spaziosa, adeguata al prezioso servizio ospedaliero, una zona vicina, ma lontana dal centro abitato. Nel loro cammino gli Amici Parco Nord attraversano strade costellate di complicazioni burocratiche inimmaginabili, si scontrano con promesse disattese e accordi non rispettati, ma vanno avanti sfrondando ogni ostacolo finché finalmente, dopo alterne vicende, l’AREU (Agenzia regionale per le emergenze e urgenze) inizia i lavori di trasferimento, oggi quasi conclusi. Quando i cittadini si organizzano, vincere è possibile.


Il giornale Informica deve chiudere, ma rinasce più forte di prima.

Fuori e dentro casa: nel 2007 gli Amici Parco Nord devono affrontare una questione interna per salvare il giornale Informica, divenuto strumento d’informazione importante per i cittadini. Il sostegno economico viene a mancare e sobbarcarsi da soli i costi della stampa non è possibile. Occorre evitare la chiusura e l’Associazione trova il modo di trasformare il problema in opportunità. Un accordo con il Consorzio permette di rilanciare il progetto editoriale, rinnovato nella grafica e ampliato nei contenuti, con un nuovo profilo che va oltre gli orizzonti del parco. Le penne dei giornalisti volontari si cimentano su temi ecologici, problematiche sociali e ambientali, toccando tutti gli argomenti d’interesse non solo per il Parco Nord, ma per tutte le realtà limitrofe. Un’iniziativa piaciuta alla Provincia di Milano che la sostiene con un risolutivo contributo.

Una Malpensa in miniatura minaccia il parco: inizia una lotta tra terra e cielo.

“Il campo volo di Bresso entro il 2015, in vista dell’Expo, diventerà un aeroporto che potenzierà il collegamento tra Milano e gli scali italiani del nord, un eliporto commerciale che fungerà da hub per i velivoli, con un traffico previsto di 635mila passeggeri l’anno”. Quando nel 2009 è diramata questa notizia, come si può ben intuire la polemica esplode. Il presidente Arturo Calaminici non ha nessuna intenzione di farsi scippare il parco e raduna tutte le forze in campo per attuare una vera e propria ribellione al progetto. Nasce il gruppo chiamato “No Eliporto nel Parco Nord”, non contrario a una base su Milano, ma alla sua collocazione nel parco metropolitano conquistato con tanti sacrifici: l’intensa attività di volo sarebbe pregiudicherebbe il senso stesso del parco, il quale sarebbe depauperato e squalificato. La voce degli oppositori è così forte e convincente che le istituzioni non possono ignorarla e l’assessore regionale all’urbanistica Davide Boni condivide presto gli intenti del movimento facendoli suoi, mentre il Consiglio Provinciale approva all’unanimità un Ordine del Giorno sull’argomento presentato da Calaminici.
Grazie a tutto questo la Regione blocca la costruzione dell’eliporto e ancora una volta gli Amici hanno salvato il loro parco.

Resistenza civile alla legge Ammazzaparchi.

Non c’è un attimo di tregua per gli Amici Parco Nord: appena conclusa vittoriosamente la battaglia contro l’Eliporto si torna in trincea nel 2011 contro il tentativo della giunta lombarda di imporre una nuova versione della legge cosiddetta “Ammazzaparchi” avanzata dall’assessore Colucci con l’intento di abolire i Consorzi dei parchi a favore di un commissariamento regionale. Sarebbe dunque la Regione a nominare direttamente i propri rappresentanti nei Comitati di gestione dei parchi, senza possibilità di revoca. Una legge che potrebbe modificare la geografia stessa dei grandi parchi lombardi, non solo del Parco Nord. Per impedire quest’azione suicida, l’Associazione assieme al Coordinamento S.O.S. Parchi, mette in campo diverse realtà territoriali che, sorrette dai cittadini, organizzano manifestazioni  di resistenza civile con risultati importanti, anche se parziali. La legge, come alla fine è approvata, consente alla regione di indicare un suo candidato, ma spetta all’assemblea del parco accettarlo ed eleggerlo, con la possibilità di revocarlo all’occorrenza. Un risultato comunque importante.

La Città Metropolitana: la nuova pagina di una grande storia.

Oggi, nell’anno 2014, il Parco Nord è un sogno realizzato in un cammino lungo quarant’anni, difficile, accidentato, ma illuminato da soddisfazione, orgoglio, gratitudine alle tante persone che, insieme, lo hanno costruito. E’ un sogno realizzato ma è un cantiere sempre aperto. Oggi il pensiero comune ha i confini della Città Metropolitana, che travalicano quelli delle città capoluogo e determinano una morfologia urbana da governare con nuovi strumenti politici e culturali, nel rispetto delle identità dei singoli Comuni. Oggi la programmazione di spazi, servizi e attività economiche non può che essere su scala metropolitana.  Ripartire dalle risorse strategiche e ambientali è un modo per ripensare l’insieme di una città in cui i valori della natura siano parte essenziale della vita dei cittadini. L’incalzare del progetto città metropolitana è lo stimolo ad assumere un punto di vista originario che Milano ha troppo spesso dimenticato per dedicarsi all’urbanizzazione selvaggia e alla speculazione. E’ importante invece ricostruire un equilibrio esterno che si rispecchi nell’equilibrio interno all’uomo, perché la qualità della vita possa vibrare con il ritmo della natura.
Ora chiudi gli occhi. Immaginati di essere in bicicletta e di poter pedalare per chilometri e chilometri su piste ciclabili che ti conducono direttamente da Cinisello fino al centro di Milano. Sei su un’autostrada in mezzo al verde che attraversa un Viale Fulvio Testi con vaste aree pedonali e ciclabili. Non pensare che sia impossibile. Come allora, quando nel 1967 si sognava di trasformare una periferia degradata in oasi di verde e ci si riusciva, oggi occorre perseguire anche questo sogno. E’ vero che sono tempi difficili, ma le ragioni di una difesa ambientale sono forti e attuali, quindi prioritari, come la necessità – e il diritto - di vivere socialmente più soddisfatti, di riprenderci il tempo, lo spazio, il respiro.  Con la stessa caparbietà degli anni Settanta, con immutata fede, si può immaginare una nuova qualità della vita nella Città Metropolitana. Come allora, servirà impegno e lotta e, come allora, si proporranno nuovi orizzonti per i cittadini.
Ora apri gli occhi e unisciti a noi, gli Amici Parco Nord: la strada è già cominciata, percorriamola insieme, aiutaci a scrivere la nuova pagina di una grande storia.


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